Probabilmente se gliel’avessero detto non ci avrebbe creduto. Il 2015 di Daniele Verde è stato fino a questo momento impensabile, oltre ogni più rosea aspettativa. Ha scalato gerarchie nella rosa della Roma conquistando la fiducia di Garcia e ottenendo tanti minuti in campo. In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’attaccante giallorosso si racconta partendo, ovviamente, da questi ultimi mesi: “Mi sono sentito davvero romanista nel profondo del cuore quest’anno. Già nel 2010, però, avevo capito che la Roma sarebbe stata la migliore società in cui crescere: grandi attaccanti, spazio ai giovani e un autentico idolo da seguire come Totti. Solo chi non ha la fortuna di giocarci insieme può dire che è finito!”.
“Nel gruppo della prima squadra c’è amicizia, altrimenti la Roma non sarebbe riuscita a cavarsi dagli impicci. A Cesena abbiamo rivisto la luce. Non vinceremo lo Scudetto, ma arriveremo secondi. Garcia è un tecnico gradevolissimo, di lui si parla spesso senza sapere – continua il giovane che ha esordito nella vittoriosa trasferta di Cagliari – Con lui non esistono giocatori privilegiati o trascurati. Nuovo contratto? Non ho fretta, quando la società lo riterrà opportuno mi chiamerà. Da ragazzino ho rischiato di sbagliare vita, c’erano persone che mi proponevano di prendere la strada sbagliata“.