Lo ha definito un premio vero, di quelli che si assegnano quando veramente si è fatto qualcosa di importante. Valorizzare giovani calciatori ad esempio, seguendo alla lettera i nuovi dettami voluti dalla Figc per garantire quel ricambio generazionale a club e nazionale di cui tanto si discute negli ultimi anni. Missione compiuta per mister Alberto De Rossi, papà di Daniele (Capitan Futuro) ed allenatore della primavera della Roma, insignito a Montecatina del Premio Maestrelli 2011 come miglior tecnico delle giovanili. Un riconoscimento importante di cui De Rossi senior, intervistato in esclusiva da romagiallorossa.it, va particolarmente fiero.
Mister complimenti per il riconoscimento ricevuto e per l’ottimo lavoro svolto in questa stagione. Quanti talenti stanno crescendo nelle giovanili della Roma?
“Incasso con piacere i complimenti ed i riconoscimenti ma prima di affrontare il discorso relativo al settore giovanile della Roma preferirei fare una panoramica su ciò che accade in Europa. Rispetto all’Italia, in paesi come Spagna, Inghilterra, Germania e Francia, c’è una mentalità differente. Tutti, operatori di mercato, allenatori e presidenti, danno la possibilità ai giovani di giocare pur sapendo che un calciatore poco esperto può andar incontro a brutte prestazioni. Questa unità d’intenti che io definirei mentalità nazionale, fa la grande differenza tra l’Italia, dove ancora si pensa a livello provinciale piuttosto che regionale, ed il resto dell’Europa”.
La Roma a livello giovanile come ha agito?
Da quando ricopro il ruolo di allenatore della squadra primavera giallorossa facciamo giocare ragazzi ben al di sotto dell’età massima stabilita. Questo ovviamente ha portato diversi risultati soddisfacenti e devo dire che sono veramente tanti i talenti che potrebbero spiccare il volo di qui a qualche anno. Senza volermi soffermare su chi quest’anno ha giocato tanto e bene con me, faccio l’esempio di Crescenzi, un calciatore classe ’91, che anche quest’anno ha giocato in B quasi tutte le partite tenendo una media di rendimento altissima. Alla sua età avrebbe dovuto giocare nel campionato Primavera ed invece, con coraggio, abbiamo deciso di farlo giocare in B ottenendo grandi risultati. Con questa mentalità si possono raggiungere grandi risultati.
Ha già avuto modo di parlare con qualche esponente della nuova società per capirne gli obiettivi ed i piani?
No, al momento non ho parlato con nessuno. Posso solo ringraziare la famiglia Sensi per l’ottimo lavoro fatto per far crescere il settore giovanile della Roma. Quando si insedierà la nuova società parleremo dei piani futuri.