Allenatori a confronto: Zeman vs Maran… Nel 2006 quella “strana” staffetta al...

Allenatori a confronto: Zeman vs Maran… Nel 2006 quella “strana” staffetta al Brescia

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5 marzo 2006: Zdenek Zeman è il nuovo tecnico del Brescia. Il Boemo prende il posto di Rolando Maran, esonerato nonostante l’ultima vittoria conquistata ed il quinto posto in classifica, che garantirebbe una qualificazione ai play-off. A fine stagione il Brescia resterà in B, il Maestro non verrà confermato, Maran si accorderà col Bari, ma poi non riuscirà a portare a termine nemmeno l’avventura pugliese. Ci furono frizioni tra i due, dovute a dichiarazioni dell’attuale tecnico giallorosso, alle quali però seguì un puntuale chiarimento, che resterà per sempre privato. Domani i due si ritroveranno da avversari per la prima volta nella massima serie.

CARRIERA. Zeman torna tra i big dopo l’esperienza col Lecce, conclusasi anticipatamente il 24 dicembre 2004, per via dei pessimi risultati collezionati nei primi mesi alla guida dei salentini. Nelle ultime stagioni il Boemo ha cercato invano di riproporre le sue idee, alla Stella Rossa ed al Foggia, senza mai riuscire a lasciare il segno, fino alla rinascita di Zemanlandia, avvenuta lo scorso anno a Pescara. Maran, invece, per la prima volta nella sua carriera si trova in serie A. La sua prima esperienza in panchina risale al 1997, come vice di Silvio Baldini; l’avventura con i clivensi, però, termina dopo una sola stagione. Inizia così la gavetta con i giovani, prima a Brescia e poi a Cittadella: sarà lo stesso club veneto a lanciare il tecnico nel calcio dei grandi. Ma la sua carriera è piena di difficoltà e di esoneri; solo a Varese, la scorsa stagione, il suo progetto tecnico si è realizzato. Questa volta è lui a subentrare a Benito Carbone, lo scorso primo ottobre, ed inizia subito con una vittoria. La sua incredibile cavalcata si chiuederà con la sconfitta subita dalla Samp nella finale dei play-off, con la promozione sfumata solo ad un passo dal sogno.

FILOSOFIE A CONFRONTO. Maran non ha paura di misurarsi con i ‘grandi’, il calcio di Zeman non teme nessuno: i due tecnici non amano coprirsi, ma vogliono imporre il proprio gioco, il proprio ritmo, concedendo anche qualcosa all’undici avversario. Quando si parla di 4-3-3 non si può che pensare al Boemo: l’allenatore di Praga ha messo questo schema alla base della sua filosofia calcistica. Un 4-3-3 costantemente proiettato in avanti, un calcio giocato a ritmi esasperanti sia per i propri interpreti che per gli avversari, la ricerca sistematica del fuorigioco; molti goal subiti, ma tantissimi altri realizzati: tutto questo può riassumere la filosofia zemaniana. Di fronte, domani, avrà un altro estimatore del 4-3-3, un amante del calcio coraggioso, come usa definirsi lui stesso, uno che non ha nelle proprie corde il catenaccio all’italiana. Il Catania visto con il Sassuolo è lontano da quello che il suo tecnico vorrebbe, soprattutto dal punto di vista caratteriale: le squadre di Maran, come il Varese lo scorso anno, non dispongono sempre dei giocatori più forti, ma hanno fame di vittoria e fanno del costante pressing la loro forza.

 

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