Borriello vs. Quagliarella, due bomber a confronto

Borriello vs. Quagliarella, due bomber a confronto

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Vivono entrambi situazioni simili, giunti nelle loro rispettive destinazioni due anni fa tra le molte aspettative che due nomi di questo calibro generano nei cuori di tifosi e addetti ai lavori i quali hanno investito sostanziosamente per i loro servigi, dopo due anni di chiaro scuro sono passati ad essere due ingombri per le loro società. Stiamo parlando di Fabio Quagliarella e Marco Borriello entrambi napoletani e attaccanti con due carriere molto diverse ma con i destini che si incrociano e che forse potrebbero scambiarsi : più centravanti d’area Borriello, più stilistico e dinamico Quagliarella si può senz’altro ammettere che tutti e due sarebbero piu indicati nel sistema di gioco dell’altro club di appartenenza in quanto se Borriello si può considerare come una prima punta che per quanto operaia sia,sempre centravanti rimane  quindi più statico e meno di movimento rispetto all’altro per cui si incastrerebbe molto bene nello schema di gioco voluto da Conte con Vucinic che gli orbita intorno pronto a servirlo sfruttando il fiuto del gol dell’ex milanista, di Quagliarella si può senz’altro apprezzare,oltre alle immense doti balistiche che in questi anni sono indiscussamente emerse fin dai tempi della Sampdoria, il grande movimento su tutto il fronte offensivo che permette tra le altre cose l’inserimento ai compagni senza contare l’attitudine ad agire da punta esterna in un ipotetico 4-3-3 di Zemaniana memoria che potrebbe esaltarne le qualità tecniche e dinamiche partendo da una zona che ne renderebbe più complessa la marcatura da parte degli avversari per poi accentrarsi sciorinando il meglio del suo repertorio come il tiro dalla distanza. Per queste motivazioni sembra poter prendere quota un clamoroso scambio nel quale entrambe le squadre avrebbero da guadagnare se non altro liberandosi di un peso economico legato ai forti ingaggi percepiti da due, senza svalorizzare totalmente il proprio investimento per un “asset” che nel caso in cui la situazione rimanesse la seguente darebbe ai club due “proprietà” fuori dai piani tecnico-tattici che non produrrebbero profitto oltre a costituire un esubero particolarmente costoso  che non farebbe comodo a nessuno. Detto questo la trattativa è ancora in fase embrionale ma l’impressione è quella che nel caso in cui si riuscisse a trovare un accordo tra le due società i calciatori certo non si opporrebbero ad un cambio di casacca e venendo ai fatti pratici entrambi i calciatori hanno un contratto in scadenza nel 2015 e  i numeri in questa stagione – per una porzione della quale sono stati anche compagni di squadra senza trovare troppo spazio –  ne hanno pregiudicato la chiamata in Nazionale a vantaggio di calciatori meno quotati ma che hanno ben figurato nell’arco dell’anno.

QUAGLIARELLA – di un anno più giovane di Borriello, è un classe 83′ è stato falcidiato da infortuni in quest’ultimo anno, prima la rottura dei crociati e poi la frattura  dello zigomo ed è riuscito a totalizzare 27 presenze in stagione 14 volte da subentrato totalizzando 4 reti a cui si sommano le tre in una partita con la Primavera bianconera, non proprio uno score impressionante che si aggiunge alle 17 presenze e 9 reti dell’annata precendente. Giunto a Torino nell’agosto 2010 per una cifra di 15 milioni dopo 2 non molto proficue stagioni ha un valore che si aggira intorno agli 11 milioni

BORRIELLO – classe 82′ ha vissuto una carriera di alti e bassi denotando la capacità ad esaltarsi in una squadra che gioca per lui, vedi il Genoa ma soffre le grandi piazze e la discontinuità di impiego, come nel Milan e nella Roma. Fisico possente è particolarmente avvezzo al gol benchè da quando ha lasciato il Milan per non essere la riserva di Ibrahimovic ha vissuto una stagione di luci ed ombre a Roma dove giunto nelle fasi finali del mercato per una formula parecchio discutibile e che è costata a Roma e Milan nelle persone di Rosella Sensi e Galliani anche una salata multa,prestito con obbligo di riscatto per una  somma di 10 milioni di euro di cui si è dovuta far necessariamente carico la seguente gestione americana, dopo una prima parte di stagione importante ha ravvisato un vistoso calo di rendimento e addirittura l’anno dopo è stato messo in disparte da Luis Enrique che non ne apprezzava lo scarso impegno negli allenamenti. Il suo bilancio nella Roma è stato di 42 presenze tra campionato e Champions League con 15 reti messe a segno gran parte delle quali ad inizio stagione mentre l’anno dopo come tutti sappiamo è andato in prestito con diritto di riscatto a Torino, non esercitato dalla dirigenza bianconera, totalizzando 20 presenze complessive e due reti per una valutazione attuale che non supera i 7 milioni di euro.

La questione economica riveste particolare importanza soprattutto in questo momento ma non è escluso che le due squadre siano intenzionate a venirsi incontro rimettendo qualcosa ciascuna per rispondere alle esigenze di programmazione della futura stagione. In entrambi i casi comunque sono due calciatori che certamente potrebbero trovare rilancio con sistemi di gioco piu adeguati alle loro caratteristiche tornando utili alle rispettive società nel caso un cui l’accordo si materializzasse.

 

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