Come previsto, rianimare la Roma tocca a Vincenzo Montella. Esperienza? Nessuna, visto che finora ha gestito soltanto ragazzini di 15 anni impegnati in un campionato che li vede praticamente senza rivali, considerato che hanno vinto 21 partite su 21. Voglia di provarci? Immensa, come dimostra un particolare della brevissima trattativa che lo ha portato a prendere il posto del dimissionario Claudio Ranieri. Per Montella non è stato preparato un nuovo contratto: resta quello che aveva come tecnico delle giovanili — fino al 2012 e a 500mila euro l’anno, in pratica la «spalmatura» del suo vecchio contratto da calciatore— ma integrato da un ricco premio se la Roma raggiungerà almeno il quarto posto. Perché questo è l’obiettivo: non perdere i 20 milioni che garantisce la partecipazione alla Champions League e non costringere i nuovi padroni a dover scegliere tra vendere almeno un pezzo pregiato o destinare meno soldi al prossimo calciomercato. Montella scommette su se stesso, perché sa benissimo che — a meno di clamorose sorprese — il suo incarico sarà a termine. Interessante è lo staff con cui lavorerà in questi mesi. C’è l’amico fraterno Daniele Russo, che era il suo braccio destro nella squadra Giovanissimi, e ci sono ritorni molto «spallettiani» : il vice Aurelio Andreazzoli, assai amato dai giocatori giallorossi (Rodrigo Taddei gli ha dedicato una «finta» ), il preparatore atletico Paolo Bertelli e il responsabile del recupero degli infortunati Luca Franceschi, che, di sicuro, troverà giocatori con una soglia del dolore improvvisamente più alta. Resta solo il preparatore dei portieri, Guido Nanni, che peraltro era arrivato solo all’inizio di questa stagione. Non è un ritorno al passato, ma è possibile che con Montella si riveda il 4-2-3-1, che Ranieri aveva bocciato per mancanza di esterni di ruolo (ma Taddei, Vucinic e Menez lo sanno fare) e per allergia allo «spallettismo» . Il problema, semmai, sarà lo stesso che Ranieri non ha saputo risolvere: come far giocare insieme Totti e Borriello? A Bologna non è escluso che, in attesa che Pizarro abbia almeno un’ora nelle gambe (contro il Parma?), si giochi ancora con il 4-4-2 e con i due centravanti insieme, come a Genova. Ma sarebbe un’eccezione e non la regola. Un altro nodo sarà la scelta del portiere. C’è l’impressione che Doni possa ritrovare il posto da titolare. Montella ha parlato alla squadra, dopo l’investitura ufficiale: «Ora lavoriamo tutti insieme. Le scelte saranno le mie, perché se sbaglio anche la responsabilità lo sarà. Ascolterò tutti ma ho il mio ruolo e devo decidere» . A Napoli, nella penultima partita dell’anno dello scudetto, Montella tirò una bottiglietta d’acqua (in plastica!) addosso a Capello, che lo aveva tenuto in panchina per 83 minuti. Conosce la psicologia dei giocatori, ma non farà sconti agli ammutinati. Ranieri, in mattinata, ha ribadito le dimissioni e ha salutato: «Un pensiero particolare va a Rosella Sensi per l’opportunità che mi ha dato di guidare la squadra del mio cuore. Ringrazio la squadra per il percorso fatto insieme e i tanti tifosi che mi hanno riempito di attenzioni… Grazie Roma! Auguro a Vincenzo Montella e ai miei ragazzi di tenere alta la bandiera della Roma sempre e dovunque» . Ranieri ha rinunciato a 800.000 euro ma ha ottenuto di salvare i contratti del suo staff. Giusto così.