De Rossi: “Nessuna rissa, sono stato solo disattento”

De Rossi: “Nessuna rissa, sono stato solo disattento”

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LEGGO – F. BALZANI – «Continuo a fidarmi di Luis Enrique. Sono stato disattento». De Rossi prova a mettere la parola fine al caso che ha scosso l’orribile domenica della Roma, travolta dall’Atalanta 4-1 con Capitan futuro in tribuna. Escluso da Lucho per un ritardo di 3 minuti alla riunione tecnica prepartita, perché non ha sentito bussare alla porta dell’albergo. «Io non ho problemi a parlare – ha continuato De Rossi dal ritiro della nazionale – mi trovo in un gruppo di persone perbene e Luis Enrique è il primo di questi. Mi sono sempre trovato bene con lui e mi piace il fatto che tratta l’ultimo ragazzino della Primavera come tratta me o Totti. Scuse? Non sento di doverne dare: nè Baldini nè Luis Enrique devono insegnarmi come comportarmi, l’hanno già fatto i miei genitori. Tengo a precisare che non ho problemi con l’allenatore e ne ho sempre parlato in maniera positiva e continuerò a farlo. Non ci sono state risse e non ho offeso nessuno».

Poteva bastare una multa? «Non lo so. È stata una decisione presa dall’allenatore e continuo a fidarmi di lui. Spero lo faccia anche la tifoseria. So che a Roma si sta creando un po’ di caos e mi dispiace perché l’ho creato io in primis. Ora c’è da pensare solo al derby. Sono molto tranquillo e credo che in Italia le cose si stiano normalizzando per merito di allenatori come il mio. Tuttavia credo che anche tra 50 anni, quando ci sarà un Milan-Juve, ci saranno sempre altre polemiche». L’esclusione di De Rossi è l’ennesima punizione inflitta di Luis Enrique a uno dei suoi giocatori da inizio stagione. Una gestione severa avallata comunque dalla società come ha spiegato il ds Sabatini: «Noi accettiamo questi valori. Da noi non c’è sistema khomeinista, anzi è molto liberale: non facciamo ritiri e questo piace alla squadra, ma non accettiamo deroghe». A preoccupare maggiormente Sabatini è la classifica: «Ci stiamo consegnando alla mediocrità, anche se non dobbiamo accettare questo pensiero». In sintonia con Lucho è anche Zeman: «Le regole vanno rispettate, anche se ti chiami De Rossi».

 

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