Live Riscone di Brunico: segui la conferenza stampa di Luis Enrique

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Segui in diretta con Romagiallorossa.it la conferenza stampa di Luis Enrique.

D: Cosa l’ha colpito di più della Roma?
R: Varie cose. Tutto quello che muove il club, un club che ci sta aiutando per lavorare al meglio. Oltre all’atteggiamento dei giocatori e le infrastrutture. In una parola, tutto.

D: Cosa possono dare alla Roma Bojan e Heinze?
R: Fin quando i contratti non saranno firmati non parlo. Noi cerchiamo giocatori che abbiamo il profilo giusto. Tuttavia sono contento dell’atteggiamento del club, che vuole cambiare il calcio.

D: Siete preoccupati per le vicende societarie? L’unico nuovo acquisto visto finora è José Angel: come lo giudica?
R: No, non siamo preoccupati, nessuno di noi lo è. Noi pensiamo solo a lavorare bene. José Angel è giovane ma ha già una certa esperienza ai massimi livelli, anche se deve ancora crescere bene.

D: Totti potrà aiutare a crescere giovani come Bojan o Lamela? Crede davvero che sia pigro?
R: Non entro nel merito della questione Totti-Baldini. Per me lui è un gran giocatore e un esempio per il gruppo.

D: Cosa si sente di dire ai tifosi? Guardando gli avversari, in che fascia possiamo collocare questa Roma?
R: Noi sentiamo l’appoggio dei tifosi, e mi piace molto. Dico sempre a loro che devono cantare non per me, ma per i giocatori, che sono quelli che poi scendono in campo. Vogliamo renderli orgogliosi, poi vedremo a fine mercato a quale livello saremo. Posso solo garantire che faremo il massimo per vincere. La pressione dei tifosi per me è benedetta, in campo saremo 80000 e non undici.

D: Ha intuito se c’è la possibilità di vincere qualcosa?
R: Il nostro obiettivo è quello di convincere i giocatori della bontà del progetto. Se non ci riusciremo, allora me ne andrò a casa. Noi lottiamo per un obiettivo comune e dobbiamo convincere i giocatori, che sono poi quelli che vanno in campo. Credo che ci stiamo riuscendo finora, poi sarà il campo a dare il responso.

D: Lei si ispira al Milan di Sacchi, colui che ha portato un rinnovamento nel calcio italiano?
R: Siamo lontanissimi da quello squadrone, pieno di giocatori stratosferici. Inoltre, non crediamo di somigliare a loro. Noi siamo solo all’inizio e dobbiamo ancora impostare bene il nostro modello di gioco.

D: Lei vuole giocare all’attacco: c’è spazio per tutti gli attaccanti, Borriello compreso?
R: Credo proprio di sì: per me lui e Totti possono giocare insieme. Ci servono giocatori di qualità: più ne abbiamo, meglio è. Quando dico che abbiamo bisogno di giocatori dal giusto profilo, mi riferisco al fatto che abbiamo bisogno di giocatori offensivi per giocare all’attacco, ma pronti a difendere. Attacchiamo e difendiamo tutti insieme.

D: Sente le radio o legge i giornali?
R: I giornalisti italiani sono molto simili a quelli spagnoli: ovvero, molto passionali. Non leggo molto i giornali, vi assicuro che nessuno conosce la situazione mia e della squadra meglio di me. Voi vedete gli allenamenti ma potete solo interpretare certe cose. Io credo che troppi complimenti quando si vince fanno male, così come troppe critiche quando si perde.

D: Menez potrebbe giocare più indietro, come Iniesta nel Barcellona?
R: Per me sì, è un giocatore che può interpretare diversi ruoli.

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