STEKELENBURG 7: il migliore in campo per la Roma. Decisivo per due volte su Ibrahimovic e su Muntari, mette in mostra tutta la sua reattività. Unico errore nell’uscita su Ibrahimovic in occasione del secondo gol.
ROSI 5: forse non si può chiedere troppo a questo ragazzo, che pure negli ultimi tempi sembrava decisamente migliorato. Soffre l’ingresso di Boateng ma è anche molto propositivo in avanti, ma compie anche errori ed ingenuità intollerabili a questi livelli.
TADDEI 5: decisamente sottotono, non prova mai ad affrontare Bonera né Zambrotta e raramente si dimostra pronto ad avanzare sulla sinistra. Rodrigo si limita in copertura, che sarebbe in grado di fare ma che non è certo il suo forte.
KJAER 5: finalmente sembrava recuperato, dopo una serie di buone prestazioni. Tutto questo fino al gol di Ibrahimovic, su cui commette un errore imperdonabile.
HEINZE 6: si ritrova un avversario giovane e frizzante come El Shaarawy e a fatica riesce a cavarsela con l’esperienza. Nella situazione di drammatica emergenza nella difesa della Roma resta il pilastro fondamentale.
DE ROSSI 6: il Milan attacca e lui è costretto a giocare, e bene, come terzo centrale. In fase d’impostazione, però, soffre il pressing degli avversari e sbaglia spesso.
GAGO 6: qualche errore di troppo, ma regala un grande dinamismo a centrocampo. (LAMELA 6: Luis Enrique disegna una Roma a trazione anteriore e lo schiera trequartista, il giovane argentino prova a prendersi sulle spalle tutto il peso della squadra ma in poco più di dieci minuti non combina granché).
MARQUINHO 6: confermato quanto di buono fatto vedere, progressivamente, nelle ultime gare. A volte pretende troppo dai propri mezzi, ma dimostra di essere un buon portatore di palla è propositivo e non esita a cercare la conclusione.
TOTTI 5.5: il Capitano non era al meglio e si è visto. Resta sempre la mente di questa Roma, ma le condizioni fisiche lo hanno decisamente limitato. Forse, per un giocatore che a settembre compirà 36 anni, è il caso di ristabilire i tempi di recupero che non possono essere gli stessi di cinque o dieci anni fa. Pecca di presunzione quando Abbiati gli offre involontariamente un interessante assist, provando il cucchiaio invece di colpire di potenza. In quello stadio e in quella porta, nel 2005, realizzò uno dei più bei gol di sempre. Sarà stata colpa della nostalgia o dei ricordi, o forse semplicemente di una mancanza di lucidità ottimale. Soffre a livello fisico e atletico e anche la testa, inevitabilmente, ne risente. (PJANIC 6.5: entra e regala vivacità alla squadra, mostrando grandi intuizioni e regalando anche qualche numero d’alta scuola).
BORINI 6: ci mette la grinta di sempre, ma appare decisamente troppo stanco. Niente di strano, se consideriamo che da tre mesi Fabio non ha fatto altro che correre, mordere e segnare senza tregua. (BOJAN 5.5: si muove molto, ma non riesce mai ad entrare nel vivo dell’azione e a rendersi determinante).
OSVALDO 6: ha il merito di realizzare il gol del vantaggio grazie all’istinto del centravanti e mette in difficoltà Bonera. Nella sfida, però, il difensore del Milan se la cava egregiamente e riesce a limitarlo.
LUIS ENRIQUE 5.5: la squadra non gioca come vuole il tecnico spagnolo, ma è anche vero che non si gioca da soli e in casa dei campioni d’Italia in carica non è semplice. Resta però un dato di fatto: la classifica dei primi tempi vede la Roma capolista a 55 punti, tre in più del Milan. È quindi necessario cercare di capire se il problema di questa squadra è fisico o mentale, e trovare un rimedio efficace.
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