Sergio Santarini, storica bandiera giallorossa che ha militato nella Roma dal 1968 al 1981, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni al portale di EventiRoma, da cui riceverà quest’anno il Premio Sette Colli Giallorossi. Santarini ricorda innanzitutto il derby più bello: “Paradossalmente, il miglior ricordo è quello del derby in cui giocai praticamente da infortunato. In panchina c’era Helenio Herrera e ci allenavamo al Velodromo Appio. Io avevo appena subito un’operazione a seguito di un infortunio a soli cinque giorni dalla sfida con la Lazio, ma il mister mi volle comunque in campo dicendomi che bastava la mia presenza. Credo sia uno dei complimenti più belli che ho ricevuto durante la mia carriera”.
Santarini ricorda poi la sua esperienza con la Roma: “Sono stati tredici anni belli e importanti. Avrei voluto giocare più derby, ma non è stato possibile, perché loro erano spesso in serie B”. Sul momento attuale della squadra e su Luis Enrique invece Santarini dichiara: “Il gioco di Luis Enrique lo faceva già Liedholm trent’anni fa, ricordo che fummo io e Turone a convincerlo a giocare così. Anche noi, all’inizio della gestione Liedholm, faticammo parecchio ma non eravamo così discontinui come la Roma attuale. Su De Rossi, poi, al posto di Luis Enrique avrei chiuso un occhio. In quel modo ha solo penalizzato la squadra”.
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