“Stai per entrare in una valle di lacrime…”

“Stai per entrare in una valle di lacrime…”

SHARE

Procediamo per gradi. Prima della follia generale nel finale di gara, pensavo sinceramente di invitare, per l’ennesima volta, i tifosi alla pazienza. Mi immaginavo Luis Enrique in primis, e la squadra poi, sotto attacco per la seconda sconfitta consecutiva e già provavo fastidio per l’aumentare del numero dei detrattori dell’asturiano, che ha indubbiamente le sue colpe ma troppo spesso è stato il capro espiatorio anche ben oltre le proprie responsabilità. Non è colpa di Luis Enrique se Juan, dopo appena un quarto d’ora, commette un’ingenuità che un difensore del suo calibro e della sua esperienza non può permettersi, mettendo subito la gara più che in salita. E anche se in dieci, la Roma ha provato a rimontare e ha messo in difficoltà la Fiorentina, che però ha resistito eroicamente, anche perché per i giocatori in palio non c’erano solo i tre punti, ma anche la libertà dopo il ritiro imposto dalla società. E poi, i cross al centro dell’area per Bojan, piccolo Davide contro i vari Golia della difesa della Fiorentina, ovviamente non hanno portato a nulla di concreto. E qui bisogna aprire una piccola parentesi: si è sentita l’assenza di Osvaldo, pesantissima, per una scelta di natura disciplinare di Luis Enrique. Altro motivo per cui il mister potrebbe essere attaccato, ma ragioniamoci chiaramente: Osvaldo è un giocatore preziosissimo per il gioco della Roma ed è lui, per motivi tecnici ed anagrafici, che in assenza di Totti deve essere il leader dell’attacco. Però, citando Lamela, è anche vero che il numero nove giallorosso non è Maradona e, nonostante le grandi doti, deve imparare un minimo di umiltà.
Tornando alla gara di oggi, il gol del pareggio, anche per l’impegno e per lo spirito d’iniziativa, la Roma lo avrebbe meritato, ma poi ecco che come al solito ci facciamo sorprendere su palla inattiva e i tre punti, già alla fine del primo tempo, sono nelle tasche dei viola.
Luis Enrique decide di non schierare Totti, evidentemente non al meglio. Però era l’unico cambio a sua disposizione che potesse garantire di non perdere il tasso tecnico iniziale. Ed è qui che sbaglia Luis Enrique, oltre a sperimentare come al solito in maniera eccessiva. Nel finale, poi, Gago rimedia l’ammonizione che gli farà saltare la difficilissima gara con la Juve e trova poco dopo, ormai in totale confusione, anche il secondo giallo. Heinze, surclassato da Gamberini nel gioco aereo, rischia tantissimo quando si lascia andare troppo al suo temperamento da grande combattente e Bojan combina qualcosa che sfugge a qualsiasi logica.
Luis Enrique rischia tantissimo, e forse è il caso di prepararsi al peggio per quanto riguarda le prossime due gare contro Juventus e Napoli. Ora il mister rischia davvero grosso, ora c’è poco da sperimentare. L’ambiente però è stanco e sempre più impaziente: si preannuncia una settimana di fuoco e qualche contestazione a Trigoria. Non sarà forse il caso di imporre il ritiro alla squadra, composta da tanti elementi che il ritiro a Brunico non l’hanno neanche fatto? Guardate i giocatori della Fiorentina: non hanno mai mollato e hanno giocato alla disperata anche nei momenti più difficili, visto che, come già accennato prima, era in gioco la loro libertà. Pensando bene, non è poi così banale e infondato un ragionamento del genere…

SHARE
Previous articleFiorentina-Roma: le pagelle
Next articleNessun alibi

NO COMMENTS

Comments are closed.