Antonio Carlos Zago, ex difensore della Roma con cui ha vinto lo scudetto del 2000/01 con Fabio Capello in panchina, ai microfoni di Centro Suono Sport, ha parlato della sua militanza in maglia giallorossa quando ad allenare la Roma c’era il boemo Zdenek Zeman, tornato quest’anno, dopo 13 anni, a guidare nuovamente la squadra, ma anche dei brasiliani di questa Roma e della polemica innescata dal membro del Cda romanista Baldissoni che ha detto che i Sensi erano poco vicini alla squadra.
Si diceva che ai tempi in cui giocavate con il Mister, voi brasiliani ce l’avevate un po’ con Zeman, è vero?
“No, è stata tutta una chiacchiera, io sono un tipo che da quando è andato via da Roma ha sempre avuto un buon rapporto con lui, lo sento spesso e l’ho sempre ammirato, anche gli altri hanno un grande rapporto col Mister, Aldair, Cafu. Io avevo una tecnica diversa da questi difensori che ora non c’è più. Ero un difensore con palla al piede che costruisce il gioco da dietro, io come Aldair, credo che lui è stato uno dei più forti difensori, ho imparato tanto da lui, quando sono arrivato a Roma mi ha dato una mano grandissima a capire come funzionava qua com’era il calcio italiano”.
Castan e Marquinhos sono un po’ come te e Aldair?
“Marquinhos inizia ora, può diventare un campione è ancora molto giovane, Castan ha già più esperienza, ha giù fatto bene con il Corintias, forse io assomiglio più a Castan, lui può imparare ancora molto, entrambi possono far bene qui a Roma, in Brasile hanno giocato benissimo. I brasiliani qui hanno una storia”.
Hai parlato con i ragazzi brasiliani ora che sei a Roma?
“Si ci ho parlato sono stato a Trigoria a vedere anche gli amici che sono rimasti li e ho parlato anche con i brasiliani, tutti hanno un po’ una difficoltà quando arrivano in Europa e così anche in Italia, e per loro non è diverso. Ma penso che possano far bene e vincere qualcosa perche hanno i mezzi per farlo”.
Osvaldo del San Paolo lo conosci? Che giocatore è?
“Osvaldo è arrivato al San Paolo e al’inizio non ha giocato tanto ora è diventato uno dei principali, salta l’uomo è molto bravo, se la Roma lo prende può far bene è un attaccante esterno”.
Sensi veniva negli spogliatoi? Il tuo rapporto con la famiglia?
“Sensi sì, tutti i sabato veniva a salutare i calciatori me lo ricordo. Ho sempre avuto un buon rapporto con la famiglia, lui era uno così, quando si incazzava era duro, però era uno che ci stava sempre vicino, veniva nello spogliatoio parlava con noi, io ho avuto un buon rapporto con lui. Ora alleno una squadra del campionato paulista, sono qui per vedere gli allenamenti, incontrare gli amici. Ma se dovessi trovare una squadra torno subito. Sono qui per imparare sempre”.