Nessun ripensamento, nessun ritardo e, soprattutto, nessuno «sconto» legato ai cattivi risultati e ai mancati introiti per la prossima stagione. Anche se alla cordata bostoniana guidata da Thomas R. DiBenedetto non è piaciuto né vedere le scene di guerriglia a Trigoria né certe resistenze «retrò» all’interno della As Roma, nulla è cambiato nella trattativa che porterà in tempi brevi alla cessione del pacchetto di maggioranza della società. Il progetto era e resta competitivo. Sarebbe stato davvero poco serio legarlo al risultato immediato, anche e soprattutto perché la nuova proprietà non ha ancora avuto modo di intervenire dentro Trigoria. Gli americani, per ora, si sono limitati alla parte finanziaria, visto che destreggiarsi tra i conti della Roma richiede l’abilità di un esperto di labirinti. Hanno alcune idee per il futuro, ma non hanno voce in capitolo nel presente. Avrebbero gradito dall’attuale proprietà un po’ più di fair play— e non solo finanziario— ma così come Rosella Sensi avrebbe voluto un prezzo di vendita più alto e di questo si è lamentata assai con Unicredit, trovando una sponda anche nell’advisor Rothschild. La scelta di Montella, insomma, è stata «interna» e anche Unicredit ha cercato in ogni modo di prendere le distanze dall’attualità tecnica. Già la visita di Paolo Fiorentino a Trigoria non era piaciuta a tutti, dentro le stanze del colosso bancario, anche perché nessuno voleva creare un precedente: le banche non frequentano gli spogliatoi. Il tempo per smentire certe frasi uscite un po’ ovunque («Ranieri è il vostro capo, seguitelo!» ) era abbondantemente scaduto. Farlo solo ora sarebbe sembrato un gesto di pessimo gusto. La crisi in cui la Roma è piombata all’improvviso ha comunque convinto ancor di più DiBenedetto e soci che è necessario un lavoro in profondità, rifondando la squadra che non si vede (la dirigenza) ancor prima che quella che va in campo. Ieri, ospite a Sky, è intervenuto sulla vicenda anche il sindaco Gianni Alemanno: «A me preoccupa soprattutto che si concluda bene la fase di passaggio della proprietà. C’è una cordata internazionale che si è fatta avanti e, se tutto va bene, nel giro di un mese la Roma avrà non solo un nuovo proprietario ma un proprietario di grande livello internazionale» . La speranza è che voglia anche un po’ meno, perché le ultime settimane sono state devastanti, sul campo e fuori. E la Roma ha perduto valore.