CORRIERE DELLO SPORT – G. FEBBO – Investito da un’onda anomala di popolarità, Alessandro Florenzi cerca rifugio nell’ambiente ovattato dell’Under 21. Dove ci sono tanti altri coetanei accomunati dallo stesso, bellissimo, destino: «Neanche io immaginavo di avere tutta questa ascesa. Certo, ci ho creduto sin dall’inizio, ho seguito un percorso preciso nella consapevolezza di poter dire la mia, poi però è stato decisivo aver incontrato lui» .
UNIVERSO – Florenzi è incantano dall’universo giallorosso, però è riuscito a rimanere umile anche dopo che gli è stato consentito l’accesso: «Lo confesso, non è facile restare con i piedi per terra, però puoi farcela se hai una buona famiglia alle spalle e hai accanto le persone giuste» . Il baby, che vive a Vitinia, dieci minuti di macchina da Trigoria, si è circondato di uno staff molto selezionato: «Ci sono circa dieci persone che mi proteggono, i miei genitori, mio fratello, la mia ragazza con la sua famiglia e due, tre amici d’infanzia. Mi vogliono bene e, sinceramente, mi sollevano anche da tante incombenze, tipo quella di procurare i biglietti per la partita. Tutto questo mi permette di dare il cento per cento nella mia professione» . A Zeman dà sempre del lei, «non mi prendo certe confidenze» , magari se si vincesse lo scudetto gli salterebbe addosso o lo lancerebbe in aria come hanno fatto i suoi compagni di Nazionale, Immobile e Insigne, quando ha portato il Pescara in serie A: «Non so, sarebbe una cosa strepitosa. Siamo certamente un’ottima squadra, ma è presto per valutare se da scudetto. Ora, però, fatemi concentrare sull’Under ventuno. E’ arrivato il momento di fare salire la tensione perché venerdì ci giochiamo due anni di lavoro». L’intervista è all’epilogo, si può ritentare con il caso-De Rossi che è quello che sta tenendo banco nella capitale. Si placheranno le polemiche? Lapidario: «Si devono placare»