IL MESSAGGERO – S.CARINA – Resta comunque l’uomo del momento. Zdenek Zeman ieri ha vissuto una serata a dir poco particolare. L’allenatore della Roma è stato infatti ospite del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei saloni del Quirinale. Motivo dell’invito: la presenza in Italia del presidente ceco Vaclav Klaus. «Non abbiamo parlato della Roma, ma solo dei rapporti tra Italia e il mio paese» ha poi spiegato il boemo che ha cenato anche con il premier Monti. Poche ore prima sia Abete – «Zeman ha chiarito e precisato ma naturalmente si trattava di una critica di politica sportiva» – che il dg Baldini erano tornati a parlare di Zdenek: «Vogliamo modificare la storia del calcio che vede vincenti le squadre ciniche: il suo gioco ci ha sempre affascinato – ha spiegato a Sky – Vogliamo un allenatore che vinca, non che accontenti la gente. Problemi? No, nella stragrande maggioranza le sue idee sono piuttosto condivisibili».
Inevitabile la domanda sulle polemiche extracampo: «Nemici? Li avete cercati voi. Le sue opinioni, espresse in termini generali, sono diventate invece particolari e fonte di polemiche. Quando lo abbiamo preso sapevamo che andavamo a prendere questo tipo di personaggio». Nessuna sorpresa, quindi. Come quando il dg abbozza un saluto a Luis Enrique – «Anche da novellino ha insegnato tanto qui. Soprattutto a me» – che ieri, durante una conferenza stampa di presentazione di un portale di sport e psicologia, è tornato a parlare dell’esperienza in Italia: «Menomale che a Roma c’era Joaquin (lo psicologo, ndc), altrimenti le cose potevano andare molto peggio».
Dopo la sconfitta con il Bologna – nonostante la Curva Sud (14.160 posti), notizia di ieri, ha fatto il pieno negli abbonamenti (non accadeva da 7 anni) – l’entusiasmo della piazza ha avuto una brusca frenata. Baldini, però, rilancia: «Vogliamo rendere la società nel tempo stabile, che sia un business sostenibile, non un club dove ogni anno ci sia da buttare dentro 20-40-50 milioni. A tal proposito sul fair play finanziario è stato già fatto un buon lavoro». Capitolo De Rossi: «Abbiamo ascoltato, valutato e rinunciato ad una situazione importante. Quanto ci hanno offerto? Una cifra che poteva far pensare che fosse una buona condizione. Penso che rimarrà qui per tutta la carriera. Oltre che per Daniele, abbiamo rifiutato altre offerte per oltre 100 milioni».
Fa chiarezza sul rapporto con Sabatini: «Una volta mi sono arrabbiato tantissimo con lui, quando voleva fumare in aereo. Quella è stata la discussione più feroce che ho avuto. Viviamo le diversità come risorsa, non come un ostacolo». Passerella finale su Totti: «Potrei dire che non è più pigro, ma non lo dirò. Non l’ho mai inteso in quel senso. Totti sta dimostrando ai suoi compagni che crede in questo tipo di calcio. La sua preparazione fisica è invidiabile. L’aggettivo che si può dare in questo momento è capitano». Che aggettivo non è ma poco importa. Totti stavolta non si arrabbierà.