CORRIERE DELLO SPORT (F. FEDELE) – Il prossimo tatuaggio Boateng lo stamperà sulla sua pelle, che ormai è simile a una cartina geografica, per celebrare un avvenimento importante. No, non solo la conquista dello scudetto che, come da ordini superiori, non vuole nemmeno pronunciare ma soprattutto per celebrare la firma sul contratto che lo legherà, in maniera definitiva, al Milan nonostante il presidente Preziosi sia intenzionato a dare battaglia all’ad milanista Galliani. Il Principe rossonero spera anche di completare il suo triplete tatuato con la coccarda della Coppa Italia. In finale, il prossimo 29 gennaio a Roma, vorrebbe incontrare nuovamente l’Inter per ribadire, a chi non l’avesse ancora capito, che il derby avrà ancora per molto tempo un solo, unico padrone.
Boateng, è pronto a festeggiare lo scudetto?
«Prima arriva, meglio è per tutti noi. Vogliamo affrontare la semifinale di Coppa Italia a Palermo con la mente libera».
Sensazioni per Roma?
«Non basta scendere in campo per cercare un solo punto, sarebbe un atteggiamento sbagliato. Ci presenteremo all’Olimpico come se dovessimo giocare la finale della Champions League».
Okay, il Milan passa a Roma. Ma chi segna?
«Ibra, lo sento. Avevo predetto le reti di Pato a Napoli e di Robinho a Brescia. Ci azzecco sempre…».
Il prossimo tatuaggio sarà dedicato allo scudetto?
«Un tatuaggio solitamente resta per tutta la vita. Sì, potrebbe celebrare lo scudetto ma anche la Coppa Italia. Però la conquista che mi sta più a cuore è un’altra, ovvero il contratto con il Milan. Come andrà a finire? Io andrò in vacanza, ho voglia di mare e spiaggia. Il mio riscatto lo lascio a chi fa questo mestiere».
Boateng titolare inamovibile e campione d’Italia al primo tentativo. Ci credeva?
«In effetti non pensavo che potesse andare così bene qui al Milan, sono molto felice. Che il Milan potesse vincere lo scudetto ci poteva anche stare. Ma che io potessi diventare uno degli undici titolari proprio non me l’aspettavo. In questa squadra ci sono molte ottime individualità, stelle di prima grandezza».
Qual è stata la vera forza di questo Milan?
«Vincere le ultime partite per 1-0, dimostrando di essere un vero gruppo unito, forte e compatto».
Si sente pronto a tornare da trequartista a mediano sinistro?
« Per quale motivo?».
Il Milan potrebbe acquistare Ganso…
«Io non so chi arriverà, ma dalla trequarti non mi sposto».
Ma se fosse necessario fare questo sacrificio?
«Io faccio sempre quello che mi dice l’allenatore, posso anche arretrare a metà campo. Ma io nasco trequartista, fin dalle giovanili. Lo ripeto: se arrivasse qualcun altro, ci giochiamo il posto».
La scorsa estate, prima del Milan, si era fatta sotto la Lazio.
«E’ vero, mi sono incontrato con il presidente Lotito ma non è scattata la scintilla. Io devo sentirmi certe cose… Ho preferito lasciar perdere, il Milan si è fatto avanti dopo avermi visto al Mondiale».
Essien al Milan: è possibile?
«Siamo grandi amici, giochiamo nella nazionale ghanese. Sarei un po’ in difficoltà, a dire il vero, a sollecitare il suo arrivo. Sono amicissimo anche di Van Bommel, entrambi ricoprono lo stesso ruolo. Lascio decidere al Milan… Comunque Essien è uno dei migliori centrocampisti difensivi del mondo. Certo, mi piacerebbe giocare con lui».
Chi è il giocatore del Milan che Boateng ammira di più?
«Thiago Silva, è un difensore eccezionale. Secondo me è ancora troppo sottovalutato, è il migliore in assoluto che io abbia mai conosciuto. E’ talmente forte che in allenamento rinuncio ad affrontarlo. Tanto è inutile: contro di lui non si passa…».
Il Milan diventerà mai forte come il Barcellona?
«Sicuramente la prossima stagione saremo ancora più competitivi, ma il Barcellona è una squadra davvero eccezionale. Sembra di vedere giocare alla play- station: velocità, tecnica, passaggi sempre giusti. Io resto allibito».
L’Inter potrebbe ripartire da Mourinho o Guardiola. Basterebbe per tornare grande?
«Non saprei. Secondo me contano più i giocatori dell’allenatore. Il Barcellona farebbe benissismo anche senza Guardiola. In pratica, bisogna fare l’abitudine al fatto che sarà il Milan a vincere i derby ancora per molto tempo. Qualifichiamoci per la finale a Palermo e se incontreremo nuovamente i nerazzurri rivinceremo ancora una volta noi come è accaduto già due volte in questo campionato ».
Anche questa è stata una grande soddisfazione.
«Nelle due settimane che avevano preceduto questa sfida continuavamo a sentire fuori da Milanello il solito ritornello: Ibrahimovic è squalificato, Ibrahimovic non c’è, senza Ibrahimovic il Milan non vincerà mai…».
Lei ha conquistato subito le simpatie dei tifosi milanisti.
«Io mi alleno con impegno e sono un buon calciatore. Do sempre il massimo e questo piace alla gente. I tifosi mi vedono come persona che arriva dalla strada, che si è fatto da sé».
Come sono i rapporti con suo fratello Jerome?
«Adesso vanno meglio. In effetti abbiamo avuto dei problemi durante i Mondiali. Ma si tratta di situazioni che riguardano il rapporto con tua moglie o con i tuoi parenti. Poi basta poco per tornare felici e chiedersi scusa. Adesso i rapporti sono buoni, ci sentiamo spesso».
Perché Jerome gioca nella nazionale tedesca e lei in quella ghanese dopo aver fatto l’intera trafila nelle giovanili in Germania?
«Se sono qui al Milan è stato grazie al Ghana, alla bella figura che ho fatto ai Mondiali sudafricani. Ma la mia decisione di scegliere la nazionale ghanese è legata a quanto è accaduto con Ballack, in Premier league nella finale di Fa Cup Portsmouth-Chelsea».
Un incidente di gioco che ha messo kappaò Ballack per i Mondiali…
«Non è stato un periodo semplice per me, abbiamo ricevuto molte minacce io e i miei familiari, tanto è vero che ho dovuto ingaggiare un servizio di sicurezza. Mi aspettavo maggiore protezione dalla dalla federazione tedesca, avevo tutti i media contro. Ma in realtà non meritavo un simile trattamento . Comunque la Germania ha giocato benissimo ai Mondiali anche senza Ballack…».