Cucchiao, veleni, Champions Totti

Cucchiao, veleni, Champions Totti

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GAZZETTA DELLO SPORT (N. CERERE) – Un autentico blitz: due colpi precisi, tre punti fondamentali per continuare a sperare. Una simile operazione di rara efficienza, come nei film di azione, non poteva che essere portata a compimento dall’uomo migliore, il capitano. Già, è Francesco Totti a lanciare la Roma nello sprint per la Champions. Un cucchiaio tanto incosciente quanto letale su rigore e poi un delizioso e inesorabile colpo di esterno destro in mischia, a dieci secondi dall’ultimo fischio di uno «spareggio» che l’Udinese aveva fatto suo proprio nei minuti finali, prima risalendo lo svantaggio con Di Natale (43’) e quindi realizzando la rete della vittoria con Asamoah al culmine di una mischia furibonda (47’). L’arbitro cancellava però il match ball vedendo il mani conclusivo del centrocampista bianconero. Ma a Damato sfuggiva che dietro quella irregolarità c’era stata una spinta da rigore di Perrotta: ecco perché, sbilanciato, Asamoah non era riuscito a spedire di testa nella rete giallorossa. Caos Immaginatevi il caos dopo il fischio finale. Arbitro circondato da tutta l’Udinese, stadio in subbuglio a urlare la rabbia («venduto» ) per il traguardo che appare adesso più difficile da tagliare, anche se la corsa prosegue: oggi tocca alla Lazio esprimersi al riguardo. Udine teme di essere ricacciata indietro dalla potente capitale attraverso giochini occulti: questo grida la gente del Friuli. In realtà qui c’è un arbitro che ha commesso un errore cogliendo solo un aspetto del contrasto Asamoah-Perrotta. Una svista che ha ribaltato il naturale epilogo: l’Udinese al 47’ avrebbe dovuto calciare il rigore del possibile 2-1. Non lo ha avuto e poi con Handanovic ha regalato un fallo laterale alla Roma, brava a spingere sino all’ultimo secondo allorché Riise sfondando a sinistra ha servito a Totti (liberissimo in piena area!) la palla del clamoroso sorpasso. Dal 2-1 all’ 1-2 in 90 secondi: oltre a Damato, la squadra di Guidolin deve muovere dei pesanti rimproveri anche a se stessa. Che difesa Lo «spareggio» , a lungo privo di emozioni e giocate spettacolari, ha evidenziato la sagacia tattica della Roma che ha impedito all’Udinese di praticare calcio veloce già nel primo tempo grazie a una linea di difesa sempre molto vicina a quella di metà campo e attentamente presidiata dal tandem Pizarro De Rossi cui si è aggiunto con puntualità il diligente Rosi (poi rilevato da Taddei). Lui e Cassetti hanno chiuso a doppia mandata la fascia di competenza obbligando i bianconeri a cercare sbocchi dall’altra parte, dove Isla e Abdi partono bene salvo arenarsi davanti a Brighi e persino a Totti che danno una bella mano a Riise. Totti Il capitano appare ispirato. Si muove su un raggio ampio, spesso fa da suggeritore, tocchi intelligenti, efficaci. La squadra gli gira intorno armonica. Così va a finire che nel primo tempo i più pericolosi diventano i giallorossi prima con una punizione di Totti dalla trequarti molto tagliata che trova a centro area una deviazione all’indietro di Denis che obbliga Handanovic a tuffarsi nell’angolo basso; poi con un contropiede avviato da Totti per Vucinic che sceglie però la soluzione sbagliata. L’Udinese non è la solita fucina di azioni veloci: il forfeit di Sanchez (si è fermato a 1’ dal via) ne ha spento ardori e convinzioni. Di Natale Il vantaggio giallorosso arriva però da un errore di Pinzi che stende Pizarro in una situazione non pericolosa in area. Intorno al prezioso sberleffo di Totti, la Roma erige un bunker perforato dagli avversari solo in extremis, grazie a uno stacco di Corradi che riesce a smarcare sotto misura lo sgusciante Di Natale. L’ 1-1 sembra l’epilogo giusto ma l’Udinese invece di spegnere la contesa la riaccende con la fiammata di Asamoah. Che prima Damato e poi Totti spengono nel più beffardo dei modi.

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