GAZZETTA DELLO SPORT – É un abbraccio mortale quello che la Juventus riserva alla Roma. Nella domenica delle sconfitte di Udinese e Lazio che riaccendono la speranza Champions di chi insegue, ma classifica alla mano soprattutto dei giallorossi di Montella, la sfida tra le grandi deluse del campionato se l’aggiudicano invece i bianconeri. Gli assist di Grosso, il più bravo di tutti, per i gol di Krasic e Matri certificano un 2-0 che non ammette discussioni, anche se il primo tempo è tutto della Roma, fermata da tre parate decisive di Storari, il sostituto dell’ultimora di Buffon. Vince la Juve perché si mostra più squadra, perché le partite sono di novanta minuti e il secondo tempo è suo, con la Roma spaccona dell’inizio che via via scompare insieme a capitan Totti, comunque e sempre il migliore dei suoi. Doveva essere la festa per i suoi 201 gol in Serie A compiuti due settimane fa a Firenze, diventa un incubo e per fortuna che mister Di Benedetto se ne era già volato via. Sorride in tribuna Andrea Agnelli, ed è una gioia meritata. Sorride più ancora Guidolin a Udine: con la Roma a meno 6 e la Juve ancora a meno 8 la Champions che verrà parla ancora friulano.
Classifica docet Quindici e venti punti di distacco dal Milan. Roma-Juventus comincia così e si capisce molto presto che non si tratta di una classifica bugiarda. Con tutto il rispetto per il giovine Montella e l’assai meno verde Delneri, per vedere l’ombra di un gioco occorre rivolgersi altrove, anche se strada facendo i bianconeri troveranno il bandolo della matassa. Roma Juve è un match che si consuma a lungo sulle trovate dei singoli, ed è per questo che la prima fase è della Roma di Totti e Vucinic. In avvio diluvia giallorosso e Delneri pensa solo a coprirsi: il 4-3-3 classico presto si trasforma in un 4-1-4-1 con Melo centromediano basso, Pepe e Marchisio larghi, Aquilani e Krasic in mezzo, quest’ultimo subito alle spalle di Matri. Una posizione inedita, per il serbo, che in mezzo. tende a perdersi, anche se l’azione di disturbo su Pizarro ha un senso. Quando Delneri lo riporterà a destra, all’inizio della ripresa, delegando Pepe al lavoro sporco in mezzo, Krasic diventerà decisivo: è da quella posizione che parte lo smash dell’ 1-0 sul perfetto cross dal fondo di Grosso, che sa ancora lavorare il pallone come nel 2006.
Storari-show Chissà quanti romanisti a metà pomeriggio si erano fregati le mani nell’apprendere del forfait di Buffon, andato ad aggiungersi alla lista infinita (Del Piero, Chiellini, Sissoko, Iaquinta, Quagliarella, De Ceglie, Traorè e Martinez) degli assenti bianconeri. Ottimismo assai incauto. Dimentichi, ma per poco, che alla Sud la memoria è tornata subito, che il sostituto Storari era quello del famigerato 24 aprile 2010. Olimpico, Roma-Sampdoria 1-2, miracoli dell’allora C’è lo zampino di Grosso in entrambi i gol della Juventus. Borriello è entrato in campo poco prima del raddoppio juventino e nel finale Menez ha colpito la traversa portiere blucerchiato, e scudetto giallorosso volato via. La maledizione Storari si abbatte sulla Roma per l’intero primo tempo: le parate sulle conclusioni di Vucinic, Totti (soprattutto) e De Rossi. sono da cineteca e tengono la Juve di Delneri saldamente ancorata a uno 0-0 molto operaio. Poi succede che si fanno male Motta e Mexes, sostituiti da Grygera (e cambia poco) e Cassetti (e cambia molto) con Burdisso che scivola in mezzo. La Roma lascia testa e gambe negli spogliatoi e prende ad allungarsi oltre ogni limite. La Juve, che pur senza disegnare geometrie seducenti (Aquilani è un po’ giù) sa sempre essere umile e corta, vive delle accelerazioni e della fame di Marchisio, che con Grosso s’intende a meraviglia, e del temperamento finalmente «controllato» di Melo. É così che gira la partita: Matri si ritrova meno solo e Krasic al posto giusto. Dall’uno al due a zero (contropiede solitario di Matri manco a dirlo innescato da Grosso, e fuorigioco sbagliato da Juan) passa un quarto d’ora che Montella non utilizzerà, limitandosi ad osservare l’incrocio dei pali di Menez. L’ingresso in campo di Borriello arriva fuori tempo massimo. Il 2-0 è in cassaforte.