La rivincita degli esodati. Dagli sputi di Catania a un sorriso ritrovato

La rivincita degli esodati. Dagli sputi di Catania a un sorriso ritrovato

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marquinhoCORRIERE DELLO SPORT – A. GHIACCI – Il cambio di allenatore, come spesso accade, può incidere tanto nelle sorti dei giocatori. Dalle parti di Trigoria da registrare non c’è soltanto la rinascita di Stekelenburg. Anche Marquinho ha cambiato vita: da dimenticato, contestatore e poi escluso, il brasiliano è diventato titolare, uomo del gruppo, certezza della fascia sinistra. (…)C’è voluto più di un mese per trovare la svolta positiva. La storia di Marquinho alla Roma, però, era chiusa almeno quanto quella di Stekelenburg: la società aveva deciso di cederlo, le trattative durante il mese di gennaio erano ben avviate e mancava pochissimo per l’addio definitivo dopo solo un anno in giallorosso.

CRISI – Il caso Marquinho era esploso il 13 gennaio a Catania, nel pomeriggio che vide perdere la Roma per 1-0, infilata dal gol di Gomez. Marquinho partì titolare per via dell’emergenza del momento: Zeman lo schierò esterno d’attacco del suo 4-3-3, largo a sinistra. Nella ripresa, però, dopo mezz’ora il tecnico richiamò il brasiliano per sostituirlo con il connazionale Dodò. Apriti cielo: Marquinho uscì dal campo urlando di tutto, sputando a terra in direzione dell’ormai ex tecnico romanista e prendendosela infine con il secondo di Zeman, Cangelosi. Basta: Marquinho se ne va. Il Gremio era a un passo dall’acquisto del cartellino del mancino: prestito con diritto di riscatto già fissato per la prossima estate. L’operazione aveva anche un risvolto positivo per la Roma (…).
TITOLARE – E così anche per Marquinho è cominciata la nuova vita. Titolare subito, alla prima del nuovo allenatore Andreazzoli. Ma in casa della Sampdoria era indisponibile Balzaretti, si penserà. L’osservazione ha valore relativo visto che Marquinho è stato l’esterno sinistro scelto anche contro la Juventus e quasi certamente sarà ancora nell’undici di partenza a Bergamo domenica contro l’Atalanta. Ha ritrovato il sorriso, il brasiliano. Quello che sotto la guida di Zeman aveva perso. (…)

 

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