L’AVVERSARIO – Il Sassuolo di Di Fra alla “Boema”, ma con moderazione

L’AVVERSARIO – Il Sassuolo di Di Fra alla “Boema”, ma con moderazione

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Cogliere la terza vittoria consecutiva, continuare la corsa Scudetto, dare continuità di risultati alla squadra e proseguire il percorso di crescita intrapreso anche grazie alla prestazione “gajarda” contro il Barcellona in Champions: tutti temi che domani all’Olimpico, su un campo presumibilmente appesantito dalle piogge copiose in arrivo sulla Capitale, Rudi Garcia dovrà mettere in pratica per battere il Sassuolo di Di Francesco

Squadra ostica quella neroverde, compagine che gioca un calcio di qualità, grazie al lavoro straordinario dell’ex centrocampista giallorosso che, dopo la storica promozione in A di due stagioni fa e la doppia salvezza consecutiva con un 17° e un 12° posto, non vuole fermarsi, anzi – se sarà possibile – migliorare e di molto gli ultimi due piazzamenti.

Di Francesco ZemanIl Sassuolo gioca un calcio veloce, organizzato, intenso e curato nei minimi particolari, sicuramente “poco italiano” se si guarda a come, invece, genericamente il nostro calcio sia arretrato negli ultimi anni rispetto alle massime espressioni europee di questo sport.

Eusebio Di Francesco è un seguace dello “zemanesimo”, non l’ha mai nascosto, e nella costruzione della manovra, i tagli tipici del boemo sono la struttura portante per lo sviluppo dell’azione offensiva.

Il suo Sassuolo esprime un calcio corale, ma sbaglia chi crede che Di Francesco si sia fermato agli insegnamenti offensivi di Zeman (che lo allenò a Roma nelle stagioni 97-98-99, portando l’ex centrocampista pescarese alla convocazione in Nazionale e a sfiorare il Mondiale di Francia 98′).

Il 12° posto della scorsa stagione, per una realtà così piccola dal punto di vista calcistico ma in grande crescita – grazie agli investimenti del Presidente Squinzi – come Sassuolo, non può che rappresentare il fiore all’occhiello del lavoro straordinario di Di Fra: l’ex romanista – che qualche giorno fa ha compiuto 46 anni – ha saputo miscelare gli insegnamenti offensivi ricevuti dal Boemo in un calcio organizzato ma anche molto attento alla fase difensiva.

Se si toglie lo sfortunato 7-0 subito a San Siro lo scorso anno ad inizio campionato, il Sassuolo nella scorsa stagione ha subito solo 50 reti, segnandone altrettante. Segno che rispetto alle tipiche squadre del boemo, il Sassuolo gioca un calcio offensivo ma moderato e attento.

Floro FloresFulcri della manovra in assoluto sono capitan Magnanelli (secondo in Serie A per palle recuperate) e Missiroli a centrocampo, Sime Vrsaljko sulla destra con due centrali di difesa ottimi come Acerbi e Cannavaro, davanti la velocità di Sansone e Berardi quest’anno al servizio di Defrel, colpo a sorpresa del direttore sportivo Angelozzi, per sostituire Zaza, tornato alla Juve.

Ma attenzione: il vero trascinatore del Sassuolo finora è stato Antonio Floro Flores. Il trentataduenne attaccante napoletano sembra aver trovato finalmente la sua dimensione calcistica, tanto da segnare 3 splendidi gol nelle prime 3 partite di questa stagione, conditi da una vena polemica nei confronti di Di Francesco che nelle prime due partite non lo aveva schierato titolare.

I precedenti all’Olimpico per il Sassuolo sorridono a Eusebio Di Francesco: infatti i neroverdi hanno conquistato due pareggi nelle prime due apparizioni della loro storia nella Capitale contro la Roma.

Ulteriore obiettivo per Rudi Garcia, battere il Sassuolo, una delle poche squadre che l’allenatore francese non è riuscito a superare tra le mura amiche.

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