Il tecnico della Roma, Luciano Spalletti, incontra i giornalisti nella consueta conferenza stampa pre match. Queste le parole dell’allenatore giallorosso:
“Situazione generale: Manolas in settimana è stato gestito per quest’infiammazione, ma alla fine ha sviluppato una serie di allenamenti sufficienti. Castan si è allenato oggi per la prima volta a causa dell’influenza e valuterò. Totti è stato gestito per questo fastidio all’anca, ieri ha ripreso ad allenarsi ed è quindi a disposizione. Gyomber è ancora fuori”
Digne, Pjanic e Nainggolan sono diffidati. Quanto peserà in vista del derby?
“Abbiamo una serie di calciatori che possono sopperire a queste assenze, quindi non peseranno affatto”
La classifica impone all’Inter di vincere o almeno di non perdere. Si aspetta un atteggiamento più offensivo?
“No, perché in tutte le partite che ho visto hanno giocato per vincere. Domani non sarà diverso perché mirano alla nostra posizione di classifica, come era successo a noi poche settimane fa”
Quali sono le condizioni di De Rossi? Lo state valutando come centrocampista o come difensore centrale?
“Daniele è un giocatore che si può valutare dappertutto, perché ha quelle qualità che gli consente di fare più cose. Quello che diventa fondamentale è la disponibilità che danno i giocatori, e lui ha già dimostrato di essere completamente a nostra disposizione, sia da difensore che da centrocampista”
Domenica scorsa a Udine il riscatto di Dzeko. Sarà confermato o privilegerà un attacco di movimento?
“Ci prendiamo il nostro tempo per decidere. Sono due ottime soluzioni, che finora hanno funzionato entrambe. La scelta verrà messa a punto nelle ore che mi rimangono”
Pallotta non ha sciolto la questione Totti quando è venuto a Roma. A Boston ha sostanzialmente scaricato il giocatore. Questa gestione della comunicazione è complicata per lei?
“Si rischia di banalizzare troppo la questione.. Il metodo giusto non è andare alla ricerca di un’opinione in più su Francesco. Io credo sia giusto fare schermo, difendere questa situazione. Bisogna dare il tempo di parlarsi e capirsi a quelle che sono le persone coinvolte in questa situazione, ovvero Totti e il presidente. Le statistiche, il minutaggio non contano in questi momenti. L’importante è che si arrivi a una decisione che renda felice tutte le componenti, e noi dobbiamo prendere atto di ciò. La storia di Francesco c’entra poco, c’è molto di più e sono loro che devono trovare una soluzione. Noi dobbiamo solo prenderne atto. Io da questo momento smetto di parlarne e credo sia giusto che lo facciate anche voi. Lei riporta solo delle cose che le hanno raccontato, ma non sa quello che realmente si sono detti. Le posizioni che contano sono le loro, non ci deve essere nessuna interferenza. Non c’entra quanto tempo lo farà giocare l’allenatore, il mio giudizio non conta nulla”
Ha visto Bayern Monaco-Juventus? Ha pensato cosa manca alla Roma per essere a quel livello?
“Se cerco qualcosa per migliorare la Roma vedo la Roma e non la Juventus. Quella è stata una bella partita, grandi calciatori e una mentalità ormai infusa in entrambi i club, di grande livello. Poi sono contento di quello che sta facendo vedere la mia squadra. Tutto si può migliorare, bisogna essere aperti per trovare qualcosa di nuovo, per cercare valori che ci spingono verso il nostro obiettivo. La Roma è già una buona squadra e si può lavorare per migliorarla”
Quella di domani rappresenta anche un ritorno tra Spalletti e Mancini, protagonisti di duelli scudetto negli anni precedenti. Che ne pensa?
“Ogni volta che alleno la Roma io avverto emozioni. L’Inter ha grandi calciatori, è un grande club, ci sono stati grandi sfide e in palio c’è un grande obiettivo. Spero la mia squadra sia all’altezza della partita”
Nella partita di domani c’è il rischio di vedere solo due italiani in campo, Florenzi e D’Ambrosio. È la naturale evoluzione del calcio moderno o si è sbagliato qualcosa?
“Entrambe le cose, bisogna decidere come si vedono le cose. Nel mondo si va verso un’apertura, difendere il proprio orticello va bene per alcune cose, ma è sbagliato per altre. Per me la soluzione è quella di aprire, confrontarsi, far vedere il nostro valore”
Tu hai detto di voler competere per lo scudetto. Ha la forza di bloccare le cessioni? Ad esempio si è parlato di Manolas in orbita Chelsea…
“Le mie cose le dico al presidente. Ci aspettano partite fondamentali per il nostro futuro, quindi bisogna concentrarsi su queste. Poi vedremo come si svilupperanno le cose, l’importante è ora mettere le giuste qualità in queste gare. La partita di domani è fondamentale per noi, bisogna difendersi dall’assalto delle due squadre alle nostre spalle, ma a noi le pressioni piacciono. Loro dicono che noi dovevamo vincere il campionato, Thohir mi sembra contento quando vede che la sua squadra è quinta (ride ndr)”
Lei come obiettivo della carriera si è posto la panchina della Nazionale?
“A me piace questo lavoro. Se lo faccio nel posto che mi piace ancora meglio. Quando hai trovato tutte e due queste componenti si guarda al risultato che bisogna raggiungere. La programmazione va bene quando sei tranquillo, quando hai tempo per decidere. Ora sono in un momento che va al di là di questi pensieri. La mia ricerca in questo momento è altro, ovvero la classifica alla fine di questo campionato. Noi dobbiamo arrivare terzi, poi se c’è qualcuno che perde punti davanti noi dobbiamo essere bravi ad approfittarne”
Domani ci sarà un Olimpico in versione teatro. Gabrielli ha detto che è disposto a togliere le barriere, ma la gente deve tornare allo stadio. Come si risolve una situazione del genere?
“Gabrielli aveva già parlato di una possibile apertura, Bisogna essere bravi a mettere da parte l’orgoglio. Da quello che leggo insieme si può trovare una soluzione. Non ho letto ancora di queste dichiarazioni e non conosco la questione fino in fondo per dire chi ha torto o ragione. Dico che siamo vicini a una soluzione perché vedo apertura da parte di chi comanda”
Quando lei è arrivato ha trovato calciatori che giocavano sotto le proprie potenzialità. La gratifica aver rivitalizzato alcuni dei giocatori, ad esempio Keita, che prima giocava poco?
“Quello che mi gratifica è lo sviluppo dell’allenamento. Io vedo ragazzi che sono dentro la causa, che pedalano, hanno voglia di fare, di contrastare, nei limiti per non far male naturalmente. Giocatori come Keita e Maicon sarebbe stato bellissimo averli potuti allenare prima”
A che punto è Strootman? La difesa a 3 è fattibile solo con De Rossi?
“Strootman sta migliorando, perché ha sempre meno paura nei contrasti. Con la sua faccia mette già pressione all’avversario, segno che è molto vicino al ritrovare tutte le sue qualità. Ha bisogno della partita vera naturalmente perché deve provare le cose reali, e deve anche confrontarsi con il resto della squadra, perché stanno tutti facendo bene. La squadra può giocare in tutti i modi, sia che ci sia Daniele in difesa sia che non ci sia”.