Conferenza stampa di presentazione al derby per il tecnico della Roma, Luciano Spalletti. Queste le dichiarazioni rilasciate dal mister ai cronisti presenti:
“Gli unici indisponibili sono Gyomber e Vainqueur. Al francese si è un po’ affaticato l’adduttore e con dispiacere non è riuscito a recuperare. Riprenderanno a metà della prossima settimana. Poi ci sono due situazioni non chiarissime, ma assolutamente gestibili”
Vive un’emozione particolare nel tornare in panchina al derby?
“Si, è vero. È un’emozione particolare per la passione che c’è verso la partita, verso questa squadra e anche tu ne vieni coinvolto. Però noi abbiamo anche altri obiettivi e dobbiamo essere bravi a gestire le emozioni per quelli che sono i nostri traguardi”
Come arriva la squadra a questo derby e allo sprint finale dopo la sosta per le Nazionali?
“Secondo me ci arriviamo bene, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, con loro a inseguire altri obiettivi. Invece noi siamo al momento l’unica loro ragione, mentre noi ne abbiamo altri e spero siano bravi i ragazzi a gestire questa situazione”
A Sky abbiamo proposto un sondaggio: è l’ultimo derby di Totti. Lo fareste giocare titolare o no? Lei cosa risponderebbe?
“Se penso a un sondaggio anch’io lo farei giocare. Poi se gioca di sicuro ha la fascia di capitano. Se ne potrebbero fare anche altri di sondaggi a Sky. Se il commento all’Europeo lo fa Pizzul o Caressa? (ride ndr). Ce ne sono tanti di sondaggi da poter fare. Ha ragione Caressa da amante del calcio, delle belle giocate, quando dice che vorrebbe vederlo in campo perché nel derby ha sempre offerto grandi giocate. L’allenatore però deve considerare tante altre cose, che io spero di fare nella maniera giusta perché è una partita importante, un risultato importante. Noi dobbiamo inseguire incessantemente l’obiettivo Champions e c’è questa partita dentro”
Sono passati solo 14 mesi dalla doppietta di Totti al derby. Possibile che sia cambiato così tanto a livello fisicamente?
“Avevo già detto che su Totti non avrei risposto. Quando si analizza una partita si fanno due analisi diverse: si tiene conto di molte situazioni che lei da sentimentale e appassionato non sa vedere. E non le vede perché Totti le giocate le farà sempre. Se si tratta di giocate il contratto lo possiamo prolungare per altri cinque-sei anni. Chi le dice che nel primo tempo di quella partita la squadra non perdeva per 2-0 perché le mancava l’apporto di un calciatore in fase di copertura? Io voglio una squadra che abbia il pallino del gioco. Per farlo bisogna far circolare la sfera, e correre subito non appena si perde. Se perdiamo il controllo gli avversari ci fanno correre tanto e per farlo servono tante energie. Forse non è più in grado di reggere i 90′, e forse è anche colpa mia perché non ho più insistito nel metterlo. L’altra volta abbiamo giocato con la Primavera in partitella e io ho preso dei dati, ho analizzato dei numeri”
Domani sono attesi 25mila spettatori. Cosa ne pensa? È rimasto deluso che non ha funzionato l’appello alla Curva Sud?
“Prima di tutto mi dispiace quando leggo sui giornali questi numeri, con un derby con così poca partecipazione. Avrei voluto sentire tutta la settimana parlare di un progetto di stadio pieno, di trovare le componenti per riuscire a riempire l’Olimpico, spesso se non sempre. E mi adopererò per le mie possibilità di conoscere più cose. E parlerò con Gabrielli per conoscere tutti gli aspetti della vicenda. Sicuramente però mi dispiace, e penso che per i tifosi sia un confronto forte, un sacrificio enorme. Sento dire che a giugno si farà. Ma giugno è troppo lontano, bisogna farlo prima, perché è una soluzione che si deve trovare. Il derby non scalda le mani, scalda i cuori. E i cuori li sentiremo battere fin da Testaccio, e sapremo che avremo il loro supporto”
18 punti di differenza tra le due squadre, ma la Lazio ha fatto meglio contro grandi squadre invece che con piccole squadre…
“Noi tenteremo di fare la partita e vincerla, perché abbiamo quell’obiettivo lì. Conosco però Pioli e so che preparerà benissimo la squadra, quindi bisogna confrontarsi con l’avversario, ma cercheremo di impostare noi il gioco”
Quanto è difficile tenere oltre a Totti anche De Rossi in panchina in un derby?
“Da un punto di vista mio è anche più facile perché io tento di far giocare i migliori. Lo dice anche l’inno della Champions perché parla di più bravi e più forti. Andare in Champions deve essere un obiettivo stabile negli anni. Daniele ha fatto buonissimi allenamenti, come quello di ieri, per cui non è scontato che rimanga fuori, potrebbe far parte degli 11 titolari. Dobbiamo valutare tutto, l’equilibrio di squadra, quello che possono dare gli altri che giocano al suo posto e devo fare attenzione anche a questo. De Rossi sa come ragiona un allenatore, per cui sono tranquillissimo”
Io ricordo il derby di qualche anno fa, con lei in panchina, in cui eravate sotto di due reti dopo pochi minuti e la Roma era partita comunque favorita. Pensi che questa squadra sia più forte di quella psicologicamente?
“Io con i derby sono in parità, anche se mi sarebbe piaciuto essere in vantaggio e ricordo bene gli episodi di quelle partite lì. In quella gara la squadra fu condizionata dal nervosismo perché entrarono troppo contratti e non avevano l’idea della loro forza. Questa invece mi sembra sia consapevole della sua forza e non credo commetterà errori del genere. Però loro sono una buona squadra e possono comunque avere la meglio in alcune situazioni della partita. Da quel derby uscimmo in difficoltà, ma ci sono stati altri che ci hanno dato una spinta. Potevi ricordare ad esempio quello delle 11 vittorie (ride ndr)”
Tornando al capitolo Totti e al suo contratto. Non crede che la società dovrebbe esporsi in un senso o nell’altro?
“Non è quello il mio ruolo. Proprio perché è Totti è una questione delicata e ha bisogno di tempo. Io non voglio essere in mezzo, io devo gestire la squadra dal punto di vista tecnico-tattico, degli equilibri. Se la squadra funziona deve far capire anche agli altri di essere al livello dei più bravi. Io gestisco la mia parte, sulla quale non voglio interferenze; sulle altre non voglio responsabilità”
Lei in futuro vuole normalizzare l’arrivo a questa partita o vuole lasciare l’atmosfera di questo match?
“Noi non vogliamo sminuire questa partita, ma vogliamo avere anche altri confronti di livello. Vogliamo il confronto con l’Europa calcistica, anche se questo diventa comunque un passaggio importantissimo, ma non deve essere l’unico motivo di esistere”
Sembra che la Roma non sia mai il punto di arrivo per i calciatori. Per creare uno “Stile Roma” non dovrebbe crearsi questo concetto?
“I giocatori possono stare tranquilli. Devono dare il massimo negli ultimi due mesi, poi chi vuole andare via che vada via. Noi ne sceglieremo probabilmente qualcuno da mandare via, fa parte delle posizioni. Loro sono tranquilli, già lo sanno, ed è giusto che chi ha mire importanti, prima di tutto lo faccia vedere, e quando si arriva in fondo tutti verranno accontentati per le loro ambizioni. Se sei diventato un calciatore bravo e anche grazie a noi hai poi una certa valutazione di mercato con cui confrontarsi”
Nainggolan ha detto: “Juve e Napoli non sono più forti di noi”. L’ha pensato anche lei? Crede di poter alzare l’asticella e guardare avanti?
“Io non lo so perché sono arrivato da poco e non mi rendo ancora conto. Se lo dice lui è il primo ad ammettere che ha fatto poco; se lui constata che non sono più forti ed esiste quella distanza vuol dire che tutti devono dare qualcosa di più”.