IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) – Varrebbe la pena esserci praticamente solo per lui. Solo per Francesco Totti. Domani all’ora di pranzo, con lo stesso arbitro che sancì la conquista della Scarpa d’oro ormai quattro anni fa, Francesco Totti prova a raggiungere Roberto Baggio. Gli manca un gol, solo un gol, per farne 205 in serie A, proprio come uno dei giocatori più forti di sempre. Tutti con la stessa maglia. Tutti con quella maglia che lui, solo lui, onora ogni volta che scende in campo. Se davvero Totti domani dovesse far gol (vista la media di queste ultime partite, il condizionale si potrebbe anche togliere, ma non si sa mai) sarà una festa, anche se l’Olimpico sarà praticamente deserto. Ci saranno però Ilary e gli amici, i genitori, il fratello, il cugino e tutta la Curva Sud, quella stessa Curva che negli anni l’ha sempre sostenuto e che domani, ancora una volta, sarà pronto a celebrarlo. Come merita. Montella, ancora una volta, gli affiderà il ruolo di unica punta. Nonostante il dispiacere per Borriello, in questo momento «Francesco non si può tenere Meglio, comunque, concentrarsi sul presente. E il presente dice che Totti è a un passo dal raggiungere l’obiettivo «personale» che si era prefissato ad inizio stagione. Durante il ritiro di Riscone disse: «Spero di vincere qualcosa con la Roma, è la cosa più importante. Poi, mi auguro di raggiungere e superare Baggio». Se avesse giocato sempre, l’avrebbe già fatto. Ma problemi fisici prima e incompresioni con Ranieri poi, ne hanno frenato il rendimento nella prima parte della stagione. La panchina di Milano, con Adriano in campo, è stato il punto più basso della stagione (e non solo), la doppietta nel derby il più alto. Almeno fino a domani. Quando, dito in bocca e bacio in tribuna, Francesco spera di festeggiare uno dei traguardi più importante della sua carriera. Lo merita. Così come merita un applauso per qualcosa che vale come e quanto un gol: come riporta Libero grazie a una società della famiglia Totti, amministrata dal fratello Riccardo, al polo Tiburtino sono nati laboratori e residenze. La ricerca va sostenuta, un campione lo capisce più di tutti. fuori». È in una forma splendida, corre e lotta come un ragazzino, si allena con continuità ed è pure sotto il suo peso forma. L’unico rimpianto che ha è che i suoi gol non riusciranno a portare la Roma in Champions. Salvo miracoli, il prossimo anno il Capitano non giocherà nella competizione che più ama e questo, a 35 anni, non può certo fargli piacere.