È diventato un mantra in poche ore. Praticamente lo slogan motivazionale della vigilia di una sfida fondamentale. “Mi fido dei miei giocatori e del mio stadio”. Mourinho ha indicato la strada da percorrere. Senza ansie o paure, emozioni assenti nel dna del portoghese, soprattutto quando si entra nella sua zona di comfort. Quella europea, quella delle partite da dentro o fuori. Perché i 90’ di Roma-Feyenoord valgono l’accesso alle semifinali e i giallorossi dovranno ribaltare l’1-0 dell’andata. Saranno oltre 65.000 sugli spalti dell’Olimpico.
Come scrive la Repubblica, serve ribaltare il risultato: “Abbiamo bisogno di segnare due gol. Quello che so è che dobbiamo segnare più del Feyenoord, non importa se all’inizio o nei tempi supplementari”. Con la forza di uno Stadio Olimpico completamente colorato di giallorosso. Il club da giorni sta chiedendo ai tifosi di portare una sciarpa o una bandiera. Perché a caricare l’ambiente ci ha pensato l’allenatore portoghese. Rispetto all’Udinese saranno diversi i cambi. Torna dal 1′ Ibanez in difesa, a destra ballottaggio Zalewski-Celik mentre a sinistra Spinazzola si riprende la maglia da titolare. Matic e Cristante guideranno la mediana dietro a Pellegrini. In attacco, detto di Dybala, Abraham favorito su Belotti per giocare dal 1’.