IL MESSAGGERO – Quante se ne dicono, cantano e scrivono sulla Roma. Che l’arrivo dei paisà d’America sia un avvenimento storico, niente da dire. Si fosse registrato in altro modo, capiremmo anche entusiastici moti popolari. Riteniamo, alla vigilia dell’incoronazione, che si debba invece ricordare quanto segue: 1) il lungo periodo dei Sensi è stato il migliore nella storia della Roma; 2) la trattativa va avanti dall’età della pietra; 3) zio Tom e i suoi comprano solo il 60 per 100 del 67 per 100, pari al 40 per 100 della Roma; 4) a occhio, si tratta di un ottimo affare; 5) non è vero che la banca voglia tenere il 40 per 100: cerca acquirenti altrove; 6) avvocati, galoppini e portaborse fanno a gara a chi parla (a vanvera) di più per una citazione giornalistica; 7) girano troppe voci e discordanti.
Dunque, direte? Dunque, non vediamo l’ora che tutto sia compiuto e solo allora andremo a pesare i nuovi proprietari. Ai quali non chiederemo di comprare la luna, ma dai quali pretenderemo che non cedano le stelle: ringiovanire è una cosa, capitalizzare un’altra. A quanto pare, Montali vorrebbe confermare gli attuali tecnici e non solo per evitare l’impatto con Baldini. Partire con certezze, non ci sembra una cattiva idea: chi c’è, sa come muoversi con un pattino nel mare in tempesta.