A volte ritornano. Inizia la terza avventura di coach Attilio Caja sulla panchina della Virtus Roma, dopo le esperienze del ’94-’99 e del 2000-2002. Dopo la parentesi Guido Saibene, chiusa con quattro sconfitte in altrettante giornate, la società ha deciso di affidarsi ad una guida di assoluto valore, capace lo scorso anno di salvare Varese prendendo le redini del gruppo subentrando a Pozzecco. Cambio di rotta sicuramente affascinante, che ora dovrà necessariamente essere accompagnato dai risultati, vista la pesante situazione di classifica nel Girone Ovest. Servirà una forte scossa per risvegliare un roster perso in vicende che non sempre si sono legate al campo e, come confermato dai dirigenti, hanno causato la risoluzione del contratto di Saibene. Queste le parole di Caja, presentato oggi nella sala stampa del Palazzetto dello Sport:
Parola prima al presidente Toti: “Siamo qui per salutare un allenatore che ha poco bisogno di esser presentato, essendo già stato con noi per alcuni anni, anche se tempo fa. Sono entrato nel mondo del basket con coach Attilio Caja, sono passati tanti anni e fatalmente torna sulla nostra panchina. Molte cose sono cambiate, lui ed io certamente, ma questa era l’opportunità giusta per dare una scossa, conoscendo i suoi metodi di lavoro. Scelta facile, dal momento in cui c’è stata la necessità di cambiare sono andato direttamente da Attilio. Non c’è stato nessun rifiuto da parte di altri, perchè nessuno è stato cercato. Abbiamo avuto due colloqui per definire il contratto, ma sono bastati dieci minuti per ufficializzare il tutto. Ha condiviso le nostre idee ed i nostri programmi, ha accettato tutto e questo ritorno al passato speriamo sia positivo. Bentornato.“.
E’ il turno di coach Caja: “Devo ringraziare l’ingegner Toti per la fiducia che mi ha dato. Abbiamo parlato con grande franchezza, esprimendo tutte le nostre perplessità. Nonostante le difficoltà che la squadra sta attraversando, sono convinto ci siano i margini per venirne fuori. In cuor mio sapevo già cosa volessi fare. Per me Roma è stata una tappa fondamentale, mi ha dato tantissimo. Quello che ho fatto qui mi ha permesso di continuare ad essere ancora oggi un allenatore”. Un pensiero anche a chi gli ha consentito di essere qui: “Saluto e ringrazio Armando Buonamici, presidente dell’Eurobasket ma soprattutto un amico col quale ho collaborato in questa prima parte di stagione, che mi ha permesso di venire alla Virtus, dato che io mi sento ancora un uomo di campo”. Sulla situazione attuale del gruppo: “Ho iniziato questi allenamenti trovando una squadra ovviamente in difficoltà dal punto di vista della fiducia, con un po’ di calo di autostima, ma con grande voglia di fare. Col tempo, senza quantificarlo, ho la certezza che riusciremo a proporre una pallacanestro dignitosa, in grado di far appassionare la gente che viene a vederci. Siamo noi a dover trasmettere entusiasmo al pubblico, creando un feeling ed un’atmosfera positiva. Non importa la categoria, ma quello che tu dai sul campo. La mia prima Virtus, la Teorematour, aveva un roster più adatto alla A2 nonostante facessimo l’A1, eppure ci battevamo sempre con grinta, facendo entusiasmare il pubblico”. Coach Caja si rivolge poi direttamente ai tifosi, facendo un appello e dando garanzia di massimo impegno: “Chiedo fiducia, noi la contraccambieremo col lavoro. Conosco lo staff, hanno dato tanto ma ricevuto anche parecchio dalla Virtus, sapranno farsi valere. Tutti dobbiamo sentire la Virtus come una possibilità un qualcosa di piacevole che possa gratificarci. Non ho paura ne del campionato ne della classifica, vengo con tanta fiducia senza pensare alle cose negative. Non siamo il gruppo più forte del Girone, ma ovviamente neanche il più scarso. Sono come un professore che viene a correggere un tema, non butto tutto ma, anzi, tengo le cose positive per ripartire da quelle”. Sul mercato: “Per adesso non penso ad intervenire sul roster, dalle risposte che sto avendo non abbiamo bisogno di modifiche, penso che tutti possano darmi qualcosa di buono”. Tatticamente ci saranno degli accorgimenti: “Il contropiede è la nostra arma primaria, perchè serve per arrivare in attacco con maggiore facilità e anche perchè è più coinvolgente per squadra e pubblico, dobbiamo difendere alla morte e cercare di alzare il punteggio in attacco”. Chiusura con una piccola confessione personale: “Ho accettato Roma senza nessun tipo di dubbio, cosa che magari da altre parti non avrei fatto. Ma qui trovo un ambiente familiare, con tante persone che mi staranno vicine, cercando di portare tutta la serenità possibile“.