Jonathan Zebina, ex difensore della Roma, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e ha parlato anche della crisi dei giallorossi. Questo uno stralcio delle sue parole.
Anche oggi come nella stagione 2000-2001, il clima a Roma è infuocato. Allora l’epilogo fu da sogno. Che ruolo gioca la contestazione dei tifosi in quell’annata?
La contestazione non è mai una cosa piacevole. Non lo è per nessuno: famiglia, giocatori, squadra, tifosi stessi. E’ normale che i tifosi mettano passione e cuore nel loro modo di approcciarsi alla squadra, e quando è così è anche difficile mantenere il sangue freddo. In questi momenti di tensione spetta ai giocatori ritrovare la concentrazione e le motivazioni.
Voi ne siete usciti. Questa Roma può fare altrettanto?
L’unico modo è lavorare sulla squadra, isolarsi dall’ambiente e chiudersi nel gruppo. Poi dipende anche dai caratteri dei vari giocatori: c’è chi si spaventa, chi si sente motivato, chi ha bisogno del contatto con i tifosi e chi di isolarsi.